Il blog di Fabrizia Lodeserto

Ansia della domenica sera: perchè e come superarla

Ansia della domenica sera: perchè e come superarla
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Ti capita di iniziare a provare ansia, tristezza ed angoscia ogni domenica pomeriggio?
La mattina sembra andare tutto bene; ma poi, subito dopo pranzo, sale un senso di malinconia. Eppure, per tutta la settimana, avevi fantasticato su quel giorno e avevi immaginato di trascorrerlo in pieno relax.

Perchè capita?

Stai probabilmente vivendo il lavoro e la settimana con stress. Tutto il giorno e tutti i giorni sei indaffarato; le giornate trascorrono veloci e arrivi la sera che non ricordi nemmeno come sia stato possibile sia passata un’intera giornata.
I ritmi frenetici, l’ansia di non riuscire a fare tutto nei tempi e la consapevolezza di dedicare poco tempo a te stesso, ti stanno logorando.

Come puoi fare?

  1. Anzichè vivere la settimana, fantasticando solo ed unicamente sul weekend, inizia ad immaginare di inserire delle attività piacevoli durante la settimana. Se vivi i 5 giorni lavorativi, sognando solo che arrivi il weekend, va da sè che il tempo ti sembra irrisorio e che, se si verifica un evento spiacevole in quei giorni, tutti i giorni ti sembrano pessimi.
  2. Il venerdì pianifica un calendario settimanale delle attività e inserisci, soprattutto il lunedì e il mercoledì/giovedì (giornata di inizio e metà settimana) un appuntamento liberatorio: cinema, teatro, palestra, aperitivo con gli amici, spa, serata di gioco, ecc.
  3. Non guardare la tua agenda o le email di lavoro la domenica pomeriggio.
  4. Il lunedì mattina organizza una piacevole colazione al bar con amici o colleghi
  5. Quando progetti come trascorrere il weekend, fai in modo di praticare le attività più divertenti la domenica pomeriggio o sera e non di sabato.
  6. Organizza con anticipo viaggi che possano spezzare il decorrere dell’anno e ai quali tu possa pensare durante la settimana. Se ci rifletti, quante volte sogni che arrivino le ferie estive o il Natale perchè unici momenti in cui senti di avere un pò più di tempo? Bene, sfrutta la stessa logica. Nel corso dell’anno pianifica più viaggi, seppur brevi, ma lontano dalle canoniche ferie estive e natalizie, in modo da spezzettare maggiormente il tempo.

Se cambi la tua routine seguendo questi suggerimenti, vivrai la settimana con maggiore serenità e più entusiasmo.
Se questo non si dovesse verificare, è importante che tu rifletta su queste altre due componenti per capire se l’origine del disagio scaturisce per altri motivi:

– il tuo impiego ti soddisfa e lo ritieni adatto alle tue esigenze?
– la vita amorosa o familiare ti fa sentire appagato?
Se dovesse essere questo il reale problema, è importante affrontarlo e cercare, eventualmente, un aiuto professionale.

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Come capire se è il partner giusto?

Come capire se è il partner giusto?
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Capita di rimanere colpiti da una persona, di iniziarla a frequentare e di non riuscire a capire se sia il caso di fidarsi o meno. Quali sono i segnali che ci fanno capire se sia vero amore e se sia il partner giusto?

Sopraggiungono a volte le paure, altre volte invece iniziamo sin da subito a fantasticare sulla persona e sul suo futuro con lui. C’è chi tendenzialmente corre molto; chi invece va pian piano per timore di soffrire.

In entrambi i casi, tuttavia, arriva un punto in cui ci domandiamo se la persona conosciuta possa o meno diventare il nostro “partner stabile”.

Partiamo prima da una domanda fondamentale: credete nel colpo di fulmine?

Bene, vi spiego un pò come funziona tendenzialmente in una coppia, dal punto di vista psicologico.

Le forti passioni esistono, è vero…ma bisogna andare con cautela.

Come si instaura un legame di attaccamento?

Il solido legame di attaccamento si sviluppa solo nel tempo, non nelle prime fasi di una relazione di coppia. Servono una serie di passaggi affinchè il partner diventi per noi una base sicura.

Le tappe evolutive di una relazione di coppia sono:

  1. ATTRAZIONE-CORTEGGIAMENTO-FLIRT: la persona ci attira, proviamo forti sensazioni ed emozioni e ci sentiamo coinvolti e incuriositi, anche sul piano sessuale.
  2. INNAMORAMENTO: La relazione si fa più intima, si sta bene insieme e si ha voglia di abbracciarsi, stringersi, tenersi per mano. Il partner tende ad essere scelto come figura si conforto, rispetto agli altri.
  3. AMORE: L’altro viene ricercato non solo per il conforto, ma anche perchè viene percepito come “rifugio sicuro”. Si passa dalla “passione”, all'”intimità”.
  4. FASE POSTROMANTICA: L’altro diventa una vera e propria base sicura; ci garantisce senso di benessere ed il legame si fonda su una interdipendenza emozionale. Ci sentiamo legati affettivamente all’altro e forti anche da soli; ci prendiamo cura di noi stessi e della coppia. Citando una frase di M. Gramellini, l’amore è una meta che si raggiunge in due, a condizione di aver trovato la strada da soli.https://www.fabrizialodeserto.it/coppia-in-crisi-e-un-bene-o-un-male/

Queste fasi rappresentano il modello generale di funzionamento di un legame che, nel tempo, può anche variare a seconda delle situazioni , della propria storia di attaccamento e degli eventuali cambiamenti che possono emergere nel tempo. Ciascuno di noi ha una propria storia e delle rappresentazioni delle esperienze di attaccamento (processi che sono alla base dei modelli operativi interni) che influenzano la scelta del partner e la tipologia di relazione che instauriamo.

Se decidiamo di rimanere con una persona, nonostante la stessa non ci faccia sentire sereni, felici, sicuri e ci limiti l’autonomia, dobbiamo probabilmente domandarci e riflettere, magari con l’aiuto di uno psicoterapeuta, cosa ci sia alla base della nostra scelta.

Bibliografia

  • Ainsworth, 1978 Patterns of attachment: a psychological study of the strange situation. Lawrence Erlbaum Associates Publichers.
  • Albasi, 2006. Attaccamenti traumatici, Torino Utet
  • Castellano, Velotti, Zavattini, 2010 Cosa ci fa restare insieme. Il Mulino.

 

 

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Quando il lavoro genera stress: ecco le caratteristiche

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Se l’uomo al lavoro si ammala è perchè il lavoro è malato” – Fulcheri –

Tale affermazione ci fa rendere conto di come talune condizioni lavorative siano responsabili di un peggioramento della propria condizione fisica e psichica e dell’insorgenza di disturbi quali: malattie cardiovascolari; disturbi muscolo-scheletrici; patologie a danno della sfera psichica (ansia, depressione, disturbi del sonno e alimentazione, cefalea, gastrite, colite, astenia, ecc.).

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Hai adottato un bambino? 5 Consigli utili

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Quando un bambino entra a far parte della sua famiglia adottiva ha bisogno di ricostruire un legame di attaccamento con l’ambiente per tentare di “sanare” lo strappo dalle sue radici.

Il bambino ha la necessità di ritrovarsi in un luogo caldo e protettivo e con genitori pronti a riceverlo e ad entrare con lui in sintonia.

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Mio fratello ha una disabilità. Ecco come mi sento

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All’interno della famiglia, la nascita di un figlio portatore di disabilità determina certamente un forte cambiamento in termini emotivi.

L’intera famiglia molto spesso si focalizza sul bambino e sui genitori e rischia di trascurare i bisogni dei “siblings” (si tende ad usare questo termine per indicare i fratelli o le sorelle della persona con disabilità).

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Tuo figlio adolescente ti mette in crisi? Spieghiamo il perchè

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L’adolecenza, come il diventare genitori e il passaggio alla terza età sono alcune delle crisi più profonde che può vivere una persona nel corso della propria vita. Tutte presuppongono un passaggio, una trasformazione e l’abbandono di antiche abitudini.

In questo articolo ci concentreremo sull’adolescenza e su come tale fase possa determinare una crisi non solo nell’adolescente, ma anche nel genitore.

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