Il blog di Fabrizia Lodeserto

Tuo figlio adolescente ti mette in crisi? Spieghiamo il perchè

Tuo figlio adolescente ti mette in crisi? Spieghiamo il perchè
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L’adolecenza, come il diventare genitori e il passaggio alla terza età sono alcune delle crisi più profonde che può vivere una persona nel corso della propria vita. Tutte presuppongono un passaggio, una trasformazione e l’abbandono di antiche abitudini.

In questo articolo ci concentreremo sull’adolescenza e su come tale fase possa determinare una crisi non solo nell’adolescente, ma anche nel genitore.

Le sensazioni che i genitori descrivono sono quelle di non non avere più il controllo della situazione, di vedere i propri figli cambiati e trasformati nel giro di poco tempo.”Non lo capisco più” è una delle frasi più frequenti che si sente pronunciare.

Il figlio non è più un bambino, ma non è nemmeno un adulto: non accetta l’autorità ed al contempo non riesce ad essere autonomo.

Cosa prova l’adolescente per il genitore?

Fino a qualche tempo prima il bambino si identificava con il genitore, lo apprezzava e lo ammirava. Improvvisamente quella stessa persona diventa un nemico, un ostacolo alla propria indipendenza. Questo è il motivo principale che spinge un adolescente ad entrare in conflitto con il proprio familiare. L’adolescente si accorge che la presenza del genitore non basta più per sentirsi realizzato e diventa fondamentale a quest’età il confronto con il gruppo dei pari.

Cosa provano i genitori?

Si sentono impotenti, delusi, arrabbiati e preoccupati. Hanno la percezione che tutti i precedenti insegnamenti non abbiano più alcun valore e non abbiano avuto i loro effetti.

Talvolta la percezione che subentra nel genitore è quella di abbandono e ciò, è tanto più forte quanto il rapporto con il figlio sia stato fino ad allora esclusivo o meno predominante la presenza del padre o di un terzo.

La ritmicità delle giornate cambia per il genitore che, fino a quel momento, aveva dedicato tutto il tempo alla cura del proprio figlio; adesso invece, il senso della quotidianità pare essersi svuotato. Il suo ruolo si evolve ed è necessario per lui reinvestirsi in altre attività e relazioni sociali.

Ecco i 4 motivi del conflitto

  1. Il Legame simbiotico con il figlio e l’assenza di un terzo: tale condizione accende ancor di più il conflitto perchè è più difficile per l’adolescente svincolarsi dal legame. Il legame troppo forte non permette al figlio di sperimentarsi serenamente in una nuova relazione sentimentale e mette in moto sensi di colpa nei confronti del genitore. Il conflitto più acceso in questi casi ha la finalità di evitare una vicinanza eccessiva. Relazioni troppo fuse tra loro richiedono che il figlio stabilisca dei confini per il timore di sentirsi dominato e influenzato nelle proprie scelte.
  2. Atteggiamento inquisitorio: è importante che il dialogo fra il figlio e il genitore si costruisca nel tempo. Se non è stata favorita la giusta comunicazione nel corso dell’infanzia, non si può improvvisamente pretendere che il figlio racconti la propria vita; soprattutto in questa fase! E’ fondamentale non porre domande che diano la percezione di un interrogatorio o soffermarsi al quesito: “Come è andata oggi a scuola?” E’ una frase troppo riduttiva che scatena la solita risposta chiusa: “Bene”. E’ importante la modalità con cui poniamo certe domande, nè dobbiamo pretendere che il figlio si confessi totalmente o racconti i minimi particolari. Questo è sbagliato, perchè il figlio inevitabilmente si sente invaso e talvolta non sa nemmano lui cosa raccontare perchè i sentimenti sono contrastanti e spesso cambiano; dunque cosa dire se in realtà non se ne è ancora sicuri?
  3. Genitore nascosto: Spesso il genitore riversa sul figlio specifiche aspettative e, seppur non le comunica apertamente, tende a manifestarle indirettamente. Tali aspettative rappresentano un impedimento per la crescita del figlio che, diversamente, ha necessità di differenziarsi e costruire una propria identità, separata da quella del genitore. E’ naturale per un genitore avere progetti o sogni per il proprio bambino, ma bisogna fare attenzione alla modalità con cui trasmettiamo il nostro immaginario. Non possiamo chiedere al figlio di riuscire nelle attività in cui noi adulti abbiamo fallito.
  4. Differenziazione dal genitore: la sfida e la ribellione hanno l’obiettivo di ricercare una propria strada. Una modalità affettuosa, invece, farebbe retrocere il figlio che ha bisogno di ridimensionare l’immagine del genitore, fino a quel momento idealizzato. Dimostrare il proprio amore come prima, presupporrebbe per il figlio un sentirsi spingere indietro nel tempo, anzichè un progredire in avanti.

5 Consigli per il genitore

  1. Non avanzare continue critiche nel corso della giornata, ma dai fiducia e valuta quando è realmente necessario creare un conflitto.
  2. Manifesta il tuo affetto, non pretendendo da parte sua gesti affettuosi, soprattutto in pubblico.
  3. Individua regole chiare, adatte all’età e alle caratteristiche di tuo figlio e mantieni la coerenza.
  4. Mostrati fermo perchè tale atteggiamento lo aiuta a controllare i suoi impulsi.
  5. Ricordati che anche tu sei stato adolescente e che questa fase prima o poi termina. Non preoccuparti, con il tempo i tuoi vecchi insegnamenti daranno frutto!