Il blog di Fabrizia Lodeserto

Hai adottato un bambino? 5 Consigli utili

Hai adottato un bambino?  5 Consigli utili
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Quando un bambino entra a far parte della sua famiglia adottiva ha bisogno di ricostruire un legame di attaccamento con l’ambiente per tentare di “sanare” lo strappo dalle sue radici.

Il bambino ha la necessità di ritrovarsi in un luogo caldo e protettivo e con genitori pronti a riceverlo e ad entrare con lui in sintonia.

Se questo non dovesse accadere, l’adozione può rappresentare un fattore di rischio per il piccolo che sente di sperimentare ancora una volta il distacco, la sfiducia verso l’altro e una sensazione di estraneità.

5 Consigli:

  1. DIRE LA VERITA’: Non raccontate falsità, ma siate chiari e sinceri sin da subito con il bambino. Non nascondete mai l’adozione, ma parlate con lui usando termini appropriati e consoni alla sua età. Vostro figlio, a causa delle sue esperienze pregresse, parte già sfiduciato nei confronti delle relazioni; dunque, conoscere tardivamente la verità, rappresenterebbe per lui il crollo di tutto ciò che si è costruito nel tempo. Non pensate che la verità non si verrà mai a sapere, ma siate lungimiranti e, se necessario, fatevi supportare durante questo passaggio. Ci sono diversi modi per raccontare la verità al bambino a seconda dell’età, dunque chiedete supporto e il disagio sarà superato.
  2. PAROLE DA NON USARE: Non parlate di “Abbandono” del genitore, ma di “rinuncia”, “impossibilità”, “incapacità”. L’abbandono è intollerabile per chiunque, immaginate per un bambino che sente di essere stato abbandonato dalla figura più importante che si sarebbe dovuta prendere cura di lui! Pensare di essere stato abbandonato, può rimandare alle convizioni di non essere persone amabili, ma persone non apprezzate che tendono ad essere rifiutate dagli altri. Questa convizione nel tempo rischia di generare profonde conseguenze negative nel comportamento e nelle relazioni sociali ed affettive.
  3. FAVORITE L’APPARTENENZA: Il bambino ha bisogno di sentirsi parte di una famiglia, dunque fate in modo di coinvolgerlo nelle questioni familiari, tracciando la storia tra ciò che lui era, ciò che eravate voi e ciò che siete adesso insieme. Fate presente che lo amate, che lo avete desiderato con il cuore e che voi siete la sua mamma e il suo papà.
  4. NO AL SILENZIO: Affrontate i silenzi, anche se difficili da abbattere, e non evitate di parlare di ciò che riguarda la diversità fisica: colore della pelle, lineamenti diversi, ecc. Non parlarne significa sottolineare la diversità perchè viene comunicata inconsciamente la paura del mancato legame. Se alcuni passaggi della sua storia passata non li conoscete, non inventate o imbrogliate, ma siate chiari nel pronunciare la frase: “Non lo so”.
  5. FAVORITE LO SVILUPPO DELLA SUA IDENTITà: Per una sana costruizione dell’identità, il bambino e poi l’adolescente hanno necessità di ripercorrere la propria storia; dunque domande che hanno a che fare con il passato o con i genitori biologici, non devono spaventare o essere vissuti come rifiuto, ma rappresentano elementi utili per la definizione della propria identità.

Cari genitori,

riflettete sulla vostra storia personale e su come, nel tempo, abbiate posto voi stessi domande ai genitori sul vostro passato. E’ stato piacevole e utile sentire da loro il racconto di frammenti della propria infanzia. Noi siamo il risultato della nostra storia, dunque non parlare del passato è come dire a vostro figlio: “Non hai avuto una vita prima del momento in cui sei arrivato qui da noi”.

Riuscite ad immaginare quale danno o quale profonda ferita verrebbe fuori? Abbiate il coraggio di farvi aiutare per superare le vostre paure.

Potranno emergere conflitti, comportamenti aggressivi o minaccie nel corso del tempo; sappiate dare a queste azioni il giusto significato. Talvolta, possono rappresentare delle sfide da parte di vostro figlio che vuole mettere alla prova i vostri sentimenti e l’affetto nei suoi confronti.

La relazione con voi è un’occasione unica per vostro figlio; l’occasione di poter ricucire talune ferite che, pur se visibili, possono essere ben curate con il tempo.